CENNI STORICI SU SALERNO

Salerno ha origini antiche. I primi insediamenti risalgono al VI secolo avanti Cristo e si attribuiscono ad una popolazione Osco-Etrusca. Tali insediamenti erano situati nell’area di Fratte, dove oggi si può visitare una necropoli che risale a quell’epoca. Poi, nel V secolo a.C., i Sanniti occuparono la stessa area. Nel 197 a.C. i Romani fondarono un piccolo castrum, chiamato Salernum. I Romani erano giunti in questa parte meridionale dell’Italia per combattere contro le popolazioni che vivevano nelle pianure del fiume Sele, che si erano alleate con Annibale. Probabilmente il nome Salernum deriva dalla parola latina salum, che significa ”mare”, e da Irnum, dal nome del fiume Irno che scorre attraverso la città.

La città romana era situata nell’attuale centro storico e il forum si trovava dove ora c’è Piazza Abate Conforti.

 

Alla caduta dell’Impero Romano (476 d.C.), Salerno fu sottomessa ad Odoacre, poi agli Ostrogoti e, successivamente, ai Bizantini. Conquistata dai Longobardi nel 646, la città fu incorporata nel Ducato di Benevento e, a cominciare dal 758, quando Arechi II fu nominato Duca di Benevento da Desiderio, re dei Longobardi, divenne un centro importante. Arechi fece costruire a Salerno un magnifico palazzo e, nel 774, dopo che Desiderio era stato sconfitto da Carlo Magno, Arechi si proclamò Princeps Gentis Langobardorum e trasferì la sede del Ducato a Salerno. Con Arechi, Salerno ebbe modo di vivere un periodo di grande splendore e divenne un importante centro di studi medici con la famosa “Scuola Medica Salernitana”. Inoltre, Arechi fortificò la città, facendo costruire mura e torri, allargando e fortificando il castello sul monte Bonadies. Oggi, del vecchio palazzo arechiano, possiamo solo ammirare il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte.

 

Conquistata da Roberto il Guiscardo il 13 dicembre del 1076, Salerno fu capitale Normanna fino al 1127, continuando ad essere un importante centro culturale. La Scuola Medica Salernitana raggiunse l’apice della sua fama proprio in questo periodo. Sotto il regno normanno furono costruiti diversi edifici importanti come, ad esempio, Castel Terracena, residenza di Roberto il Guiscardo, la Cattedrale e il Palazzo Arcivescovile. La Cattedrale, insieme al complesso longobardo di San Pietro a Corte, è il momumento più importante di Salerno. Nella seconda metà del 1700 la Cattedrale fu ricostruita e, poi, restaurata nella prima metà del 1900. Degni di ammirazione sono la Porta dei Leoni, il quadriportico, il campanile e l’interno, che conserva opere di notevole valore artistico e storico.

 

Nel 1194 la città fu devastata dall’imperatore Enrico VI, figlio del Barbarossa, e poi ricostruita in breve tempo. Sotto gli Svevi e gli Angioini iniziò per Salerno un periodo di lenta decadenza, anche per l’importanza che Napoli andava acquisendo.

Solo con Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, la città visse un periodo di relativa prosperità. Fu costruito il molo Manfredi, che esiste ancora oggi, ed ebbe inizio l’importante Fiera di San Matteo, che aveva luogo a Settembre.

 

Dal 1300 al 1500 la città fu sotto il dominio dei potenti principi di Sanseverino e, nel XV secolo, vide aspri scontri tra gli Angioini e gli Aragonesi, con i quali i Sanseverino si allearono a fasi alterne. Nel 1500 Ferrante Sanseverino (Napoli, 1507 – Avignone, 1568), ultimo discendente della famiglia, cadde in disgrazia con il governo spagnolo, e gli furono confiscati tutti i beni. Questo portò alla decadenza dell’intera città di Salerno. Nel 1647, in seguito al pesante aumento delle tasse imposte dal governo spagnolo, a Salerno scoppiò una rivolta, capeggiata da Ippolito di Pastina, che dopo un breve periodo di apparente successo, nel 1648 fu sedata dagli spagnoli. Pochi anni dopo, nel 1656, un’epidemia di peste colpì la città e, circa 30 anni dopo, nel 1688, mentre la città cercava di riprendersi da tutte le disgrazie, ci fu un violento terremoto seguito, nel 1694, da un’altra terribile scossa.

Solo nella prima metà del 1700 Salerno iniziò a riprendersi ed eleganti palazzi e chiese vennero costruiti.

 

Nel 1800 Salerno vide un grosso insediamento industriale che portò benessere all’intera cittadinanza. Grazie ad investimenti di importanti industriali svizzeri come Heinrich Züblin, Schlaepfer e Wenner, nella zona di Fratte prima sorse una filanda e, subito dopo, stabilimenti di tessitura e tintura, seguiti dai molini e pastifici Dini, tra i più grandi dell’epoca.

 

Nel ventesimo secolo, durante la Seconda Guerra Mondiale, le forze alleate sbarcarono sulle spiagge salernitane il 9 settembre del 1943. Salerno divenne capitale d’Italia dall’11 febbraio al 15 agosto, 1944, quando il governo e il re si insediarono in città.

 

Tre musei fanno rivivere la storia di Salerno. Uno è il Museo Diocesano, nei pressi della Cattedrale. Non meno interessante è il Museo Archeologico Provinciale di Salerno che conserva testimonianze di civiltà che si susseguirono fin dai tempo più remoti. Meritevole di una visita è anche il Museo dello Sbarco, Via Generale Clark, Istituto Gallotta, Salerno. Questo Museo ha lo scopo di mantenere vivo il ricordo di una delle operazioni di sbarco più impressionanti della Seconda Guerra Mondiale che in codice venne chiamata Operazione Avalanche. Più di 200 000 soldati delle forze alleate sbarcarono sulle coste di Salerno.

Altro Museo interessante è il Museo Provinciale della Ceramica, situato in Villa Guariglia a Raito, sulla Costiera Amalfitana. Apertura: martedì – domenica: 9-15. Ingresso gratuito.